sabato, 19 dicembre 2009
RIFLESSIONI SULL'INFINITO DI LEOPARDI

Leggendo i versi di Leopardi ho provato sentimenti di paura e solitudine, ma anche di curiosità. Infatti al poeta è impedito di allargare lo sguardo da una siepe. Proprio quest'ostacolo gli fa pensare all'intensità della percezione dell'infinito, immerso in un silenzio assoluto. Inoltre paragona il silenzio assoluto e lo stormire del vento e li associa all'eternità del tempo e alla durata delle stagioni. La lirica si chiude con un sentimento di immensità dove si annega il pensiero e proprio questa emozione porta dolcezza.

Anche io durante la giornata ho delle sensazioni come quelle provate da Leopardi. Infatti ho il desiderio di non soffermarmi solo sulla mia vita quotidiana, ma di scoprire e provare anche nuovi orizzonti. Provo anche il bisogno di infinito in quanto voglio conoscere tutto della vita. Non voglio dimenticare niente e crescere grazie alle nuove esperienze che la vita mi offre. Oggi i nostri orizzonti potremmo raggiungerli cercando di porci il problema più comune, e cioè: cosa manca alla nostra vita?

Giovanni Formisano
2C
ITIS Righi Taranto
postato da: marescotti alle ore 06:23 | Permalink | commenti
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domenica, 22 novembre 2009
TEMA

“Crisi energetica ed economia mondiale”

SVOLGIMENTO

La crisi energetica globale che sta imperversando in maniera esponenziale da quasi cinquanta anni a questa parte, ci suggerisce che si devono intraprendere nuove strade per la risoluzione di questo
problema. Le difficoltà sono, però molteplici: dai conflitti d’interesse tra chi dovrebbe investire i fondi nella ricerca e chi produce attualmente energia, oppure chi vende il petrolio: le cosiddette
multinazionali. Altro ostacolo che rende difficile il cammino dell’energia rinnovabile è l’enorme investimento che si deve affrontare nella installazione e manodopera degli impianti, senza perdere di vista, inoltre, gli effetti che  avverranno sull’impatto ambientale.

Bisogna ricordare che, malgrado ciò, sono stati fatti numerosi passi avanti. Un esempio, è senz’altro l’ideazione dei pannelli fotovoltaici, sistemi che se esposti alla luce del sole la convertono
direttamente in energia elettrica; vengono installati sul tetto di una qualunque costruzione edilizia che può supportarli. Altre fonti di energia rinnovabili, su cui si stanno applicando il mondo scientifico per far fronte alla crisi energetica, sono l’energia eolica, ricavata da impianti impianti
a forma di elica la quale sfrutta la forza del vento; l’energia idroelettrica, che si serve del moto delle onde marine per ottenerla energia elettrica, ciò può essere compiuta grazie a impianti, a
forma di ruota di mulino, posti alle pendenze di cascate,o, dove vi è fronte scorrimento d’acqua. Vi sono Infine, altre forme di energia alternativa, come lo sfruttamento dell’energia solare, utile
per il riscaldamento dell’acqua; l’energia geometrica, invece, sfrutta il calore della terra; l’energia ricavata da rifiuti organici, oppure da sostanze di origine animale. Bisogna, perciò, proseguire
in questa direzione, perché a causa dell’aumento della popolazione mondiale c’è bisogno di più fonti energetiche. Questa crescita  demografica porta con sé un altro grave problema: la crisi dell'economia. Infatti, aumentando la popolazione, aumenta anche la domanda energetica
mondiale, a causa dell’esaurimento delle fonti di energia, nella fattispecie il petrolio, aumenta anche il prezzo, diminuendo così il potere d’acquisto su tutti i beni primari di consumo. Da questo
tragico presupposto sorgono, inoltre, una serie di reazioni a catena, le quali, non possiamo evitare, come ad esempio le speculazioni, impoverimento del cittadino medio, indebitamento pubblico, crisi  bancarie, edilizie e industriali. Bisogna perciò unire i nostri sforzi per intraprendere
altre strade per una migliorare soluzione e per salvaguardare il pianeta.

Valzani Luca
1°E
ITIS A.RIGHI Taranto
postato da: marescotti alle ore 18:55 | Permalink | commenti
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venerdì, 17 aprile 2009

Comunicato stampa

A scuola con il blog

 

In questi anni si stanno diffondendo i siti internet personali su cui chiunque può scrivere il proprio “diario online”: sono i blog.


Il corso serale del Righi organizza per venerdì 17 aprile alle ore 17 il terzo incontro sull'Internet del cittadino per spiegare cosa è un blog e come si gestisce. L'incontro si svolge a Taranto in via Dante 120 nell'aula 110 dell'Istituto Righi con l'ausilio della lavagna digitale interattiva.


L'incontro è aperto a tutti i cittadini ed è un'anticipazione delle innovazioni didattiche che dal prossimo anno caratterizzeranno il corso serale del Righi nel biennio che promuoverà con i blog alcune lezioni di “giornalismo partecipativo” dei cittadini.


Il “fenomeno dei blog” in Italia ha fatto emergere un “popolo di scrittori” e di "cittadini attivi" che non si sospettava esistesse. E soprattutto ha fatto emergere una “voglia di scrivere” inaspettata. Questo fenomeno va intercettato dalla scuola per i suoi aspetti pedagogici e didattici. E' importante saper scrivere correttamente su Internet e diventare “editori dei propri testi”.


Ecco perché il corso serale del Righi ha aperto un blog che verrà presentato durante l'incontro di venerdì.
Il blog è http://righiserale.splinder.com
e pubblica le più significative esperienze realizzate nell'ambito del corso serale. E' inoltre uno strumento di condivisione culturale con il territorio.


Sarà poi presentato da alcuni studenti del Righi il loro blog di scrittura che è pubblicato su http://righiblog.splinder.com

 

Infine il professor Alessandro Marescotti spiegherà come un docente può creare un blog didattico per comunicare con gli studenti e presenterà il blog http://marescotti.splinder.com


Per informazioni: cell. 3346473347.


Prof.ssa Maria Teresa Tarallo
responsabile corsi serali dell'Istituto Righi

postato da: ggigante1 alle ore 16:57 | Permalink | commenti
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mercoledì, 25 marzo 2009

LOUISE

Camminavo per le vie di New York guardando attentamente i palazzi. Ero così assorto nei miei pensieri che urtai una ragazza e caddero i miei giornali per terra. Quel momento non lo scorderò mai, perché ho incontrato lei: Louise. Una ragazza con gli occhi a mandorla, i capelli castani, le labbra carnose, un fisichetto da urlo. Mi aiutò a raccogliere i giornali e da impertinente mi presentai subito, non prima però di averle chieso scusa.

Louise lavorava in un programma chiamato "The big DJ". In questo programma tutti i migliori DJ di New York mixavano i più ascoltati pezzi da discoteca.

Io sono un ragazzo che ama la musica. Mi piace cantare, ma lavoro come giornalista.

Quella sera una o due stelle brillavano pallide e incerte, come se stessero per spegnersi nel cielo

Sapevo che Louise abitava a due isolati da me. Quella notte tutti i miei sogni avevano a che fare con Louise. 

Il giorno dopo mi svegliai alle 6 di mattina per andare all'ufficio, quando vidi dietro una vetrina Louise che stava bevendo un caffè caldo in una caffetteria.

Sapevo che era tardi per me, ma mi fermai un attimo per salutarla. Poi corsi come un matto per andare in ufficio. Era una giornata meravigliosa. Il direttore mi chiamò gridando: dovevo andare subito nel suo ufficio. Mi disse di correre subito vicino al giardino di New York perchè c'era stato un incidente stradale...

postato da: marescotti alle ore 08:30 | Permalink | commenti
categoria:racconti
sabato, 24 gennaio 2009

Inquinamento a Taranto

1.  Hai mai discusso con i tuoi genitori di questi problemi? E con i tuoi amici?

2. Cosa potrebbe fare a tuo parere la scuola?

3. Come è possibile cambiare questo stato di cose?

4. A tuo parere i cittadini di Taranto sono sensibili al problema? E i ragazzi?

5. Quali aspetti dell’articolo ti hanno colpito di più? Che cosa non sapevi?

6. Come ti sembra scritto quest’articolo? È semplice? È difficile? A tuo parere contano di più le foto con le didascalie o l’articolo vero e proprio?

7. Vorresti scrivere qualcosa a Fiamma Tinelli e al fotografo Pigi Cipelli?

 

RISPOSTE

1. A Taranto il problema dell’inquinamento è ormai molto diffuso. Io personalmente ci penso sempre e ho paura di rischiare il mio futuro. Per questo ho provato a parlarne con mia madre e mi è dispiaciuto molto che a lei non importi questo problema; mi dice di stare tranquillo e non preoccuparmi. Al contrario parlo molto con i miei amici e immaginiamo sempre che appena saremo abbastanza grandi ce ne andremo da Taranto. Ricominceremo una nuova vita in un posto bello e pulito.

2. A mio parere la scuola ha particolare importanza perché, oltre a parlare con tutti gli alunni e così far sapere loro del problema, permette ai ragazzi di studiare e di conoscere anche gli effetti di tutte le sostanze inquinanti.

3. Questo stato di cose, secondo me, è impossibile cambiarlo del tutto, ma almeno potremmo ridurre la tossicità costringendo l’ILVA a mettere in regola i suoi impianti.

4. A mio parere tutti i cittadini di Taranto, o quasi, non si sono mai accorti ciò che succedeva, soprattutto i più anziani. Invece ora che lo sanno tutti hanno paura e voglia di provvedere.

5. Quasi tutto l’articolo mi ha colpito, e mi dispiace molto leggere che ci sono un sacco di bambini che rischiano la leucemia e il cancro. Tra questi bambini ho riconosciuto in foto il figlio del mio maestro di musica delle elementari. Non immaginavo che il problema fosse così esteso e pericoloso. È impressionante ……..

6. Questo testo è scritto in modo semplice è intrigante. Le parole usate ti fanno pensare e capire meglio il concetto. Importanti sono anche le foto, che ti permettono di capire come veramente si sta subendo l’attacco dell’inquinamento.

7. Non ho molto da scrivere a Fiamma Tinelli e Pigi Cipelli, ma spero solo che facciano in futuro altri articoli così su Taranto e in tal modo ci faranno sapere come va la situazione.

 

Giovanni Formisano 1°C

postato da: giovanninofear alle ore 14:34 | Permalink | commenti
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mercoledì, 09 aprile 2008

Oggi stiamo provando nell'aula 110 dell'Istituto Righi di Taranto il trasferimento di materiale didattico dal PC alla PSP (Play Station Portable). Abbiamo effettuato il trasferimento di testi e immagini in formato Jpeg.

La novità di questa sperimentazione sta nel fatto che le varie PSP possono trasferirsi reciprocamente i materiali didattici mediante il collegamento Wi-Fi.

postato da: rlatagliata alle ore 14:45 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 01 aprile 2008

                                                                   Latagliata Romano 1°C-Liceo

 

Prendendo spunto dalla lettura di Packard analizza la funzione oggi della pubblicità.

 

La diffusione dei mass-media ha dato una svolta per quanto riguarda la propagazione delle notizie. Basta pensare che in un’epoca antecedente a quella che stiamo vivendo ora, le notizie si diffondevano attraverso la distribuzione di volantini, di manifesti, di giornali… e, di conseguenza, si conoscevano con un grande ritardo rispetto a quando, in realtà, erano accaduti gli avvenimenti. Invece, adesso,  la TV o la radio ci informano immediatamente sugli eventi importanti che accadono quotidianamente. Inoltre, questi due mezzi tecnologici sono anche strumento di diffusione della cultura.

Tuttavia, oggi possiamo notare molto bene che appaiono anche le pubblicità che, purtroppo, sono realizzate dai cosiddetti “persuasori occulti”.

“I persuasori occulti” è anche il titolo di un libro di Vance Packard non recente eppure ancora attuale.

La pubblicità ci accompagna ovunque; per esempio se non accendiamo la tv, se teniamo spenta la radio, quando usciamo notiamo cartelloni pubblicitari e dalle edicole migliaia di riviste colorate ci accecano evidenziando pubblicità. Questo fa capire che i pubblicitari devono inventare sempre nuovi slogan per stupirci e attirare la nostra attenzione.
La pubblicità viene usata, infatti, dalle varie aziende per far conoscere i suoi prodotti al pubblico, al mercato.
Infatti esse possono scegliere tra i diversi canali tv, tra le radio, tra le riviste, ossia tra le reti che si addicono di più al loro scopo. 
                                                             

Spesso nei testi pubblicitari si notano giochi di parole, canzoni, filastrocche, poesie, paesaggi, musiche e suoni che ci entrano facilmente in memoria. I pubblicitari vengono definiti “persuasori occulti” perché usano metodi che manipolano l’inconscio degli individui, cioè inseriscono nella gente, senza che questa se ne accorga, i vari messaggi pubblicitari in modo tale che essa compri i vari prodotti in base alle emozioni provocate dalle semplici frasi e slogan.
Inoltre la pubblicità viene montata dopo aver studiato i comportamenti, le esigenze, i desideri delle grandi masse di persone, spingendosi poi, come ho già detto prima, fino ai desideri inconsci, più segreti che gli individui non sanno di avere. In base a tutto questo studiano il nome, la confezione, il colore, la presentazione del prodotto. Ora le agenzie pubblicitarie adoperano ricerche di specialisti come gli psicologi e gli psichiatri.

A proposito di quest’ultima frase, vorrei fare un esempio di manipolazione dell’inconscio. Si nota spesso che quando si vede un film o una trasmissione o una fiction televisivi, subentra all’improvviso la pubblicità, proprio nel bel mezzo di una particolare scena di suspance o comunque in un particolare momento. Ebbene, è tutto programmato, non solo per trattenere il telespettatore su quel canale, quindi per fare ascolti, ma anche perché si è dimostrato che in questo modo le prime tre pubblicità rimangono impresse e non le si dimentica più.

Tutti questi strumenti di manipolazione vengono utilizzati dalle aziende e quindi, rispondendo alla traccia, è proprio questo il ruolo oggi delle pubblicità: diffondere i prodotti attraverso le emozioni delle persone.

Vorrei concludere dicendo che il libro di Packard “I persuasori occulti”  non è un libro qualunque, ma è il libro per chiunque abbia la voglia o la necessità di discutere sull’argomento con tutta la gente.
Inoltre, analizza i subdoli meccanismi che influiscono sulle nostre scelte quotidiane.  
Pur essendo stato scritto negli anni cinquanta, il libro è ancora attualissimo e ci fa capire il funzionamento della nostra società, sempre più condizionata dalle immagini, dai simboli, dai marchi.
Ma ciò che voglio dire è che con una vera guida, possiamo riuscire a vedere il vero significato di questi simboli, possiamo capire che nulla stato fatto per pura e ingenua casualità, e quindi riuscire a capire chi sono le persone che ci stanno accanto e quello che comprano e, soprattutto, a difenderci dai persuasori occulti.
Credo che anche questo tipo di educazione rientri nei compiti della scuola.

postato da: rlatagliata alle ore 19:02 | Permalink | commenti
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venerdì, 08 febbraio 2008

                                Latagliata Romano 1°C-Liceo

 

Cosa hai provato durante la lettura di “Leonia e la spazzatura”.

 

Oggi in classe, con il professore di Lettere Alessandro Marescotti, abbiamo letto il racconto di Italo Calvino “Leonia e la spazzatura”. Italo Calvino è stato un autore del Novecento. Lui adoperava la scrittura creativa, ovvero scriveva con la sua fantasia, ma comunque discuteva di problemi attuali. Il racconto parla di Leonia, una città che è completamente nuova. Ma ha un grosso problema: i rifiuti la circondano. Sono così tanti che Calvino afferma che la sua ricchezza si vede dalla spazzatura. Cosa ho provato durante la lettura? Mi sono venute in mente prima di tutto le immagini di Napoli. In questo periodo Napoli è sommersa dalla spazzatura, per vari problemi interni. Nei nostri TG si vedono continuamente scene di desolazione e di rabbia. È una situazione insostenibile – proprio come Leonia. Ho pensato poi che anche la mia città, Taranto, potrebbe cadere in questo caos. Infatti ha un serio problema. Esiste la raccolta differenziata, ma stenta a decollare: non sempre si mettono i rifiuti in buste diverse che poi dovrebbero essere gettate in appositi cassonetti. Questi rifiuti poi potranno essere riciclati, cioè riutilizzati per produrre altro materiale. Quindi, qual è il problema della mia “Leonia”? Il problema è che io, come penso tante altre persone, vorrei fare la raccolta differenziata, solo che non ci sono i cassonetti necessari, e così tutta la spazzatura va a finire nelle discariche. Io voglio invitare tutte le persone a riflettere su questo argomento, perché riguarda il nostro futuro, non solo di Taranto, ma di tutto il mondo. Perché dobbiamo rovinare il nostro pianeta che è un paradiso? I metodi per avere una Terra migliore ci sono, solo che devono essere diffusi ed eseguiti. Inoltre abbiamo delle tecnologie così avanzate, come Internet, che ci permettono di studiare e fare azioni positive. Quindi abbiamo la possibilità di salvare il nostro Pianeta.

postato da: rlatagliata alle ore 18:52 | Permalink | commenti
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venerdì, 01 febbraio 2008

Davide Latagliata 2^C-liceo

Cliccate sul collegamento in basso e potrete accedere al mio blog personale con una spiegazione di alcuni degli strumenti di google 

Buona navigazione

www.bloginformation.splinder.com/

 

 

postato da: davixpostmaster alle ore 23:39 | Permalink | commenti
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mercoledì, 23 gennaio 2008

Latagliata Davide 2^C-Liceo

La storia del cinema (FAQ)

 

Quando è nato il cinema o meglio il cinematografo?

Il cinematografo nasce nell’ultimo decennio dell’ottocento.

 

Come viene definito l’ultimo periodo dell’ottocento?

Questo periodo, viene definito ricco di avvenimenti ed è ricordato come la “bella epoque”.

 

Chi brevettò la prima apparecchiatura di ripresa e proiezione di fotografie animate?

Il primo apparecchio, venne brevettato da Louis e Auguste Lumière, che produssero anche i primi due film della storia, che sono:  L’arrivo del treno in città e L’uscita dalla fabbrica.

 

Cos’è un film?

Un film, è la realtà ripresa dal vero, oppure una costruzione immaginaria di scene di fantascienza, non replicabili nella realtà.

 

Cos’è l’età dei pionieri? Quando emerge?

L’età detta dei “pionieri”, è un’età nella quale scoperta, la nuova tecnica viene usata a fini spettacolari. Nasce nel 1895 e va fino ai primi dieci anni del 1900.

 

Quando avviene il passaggio dal cinematografo al cinema?

Il passaggio dal cinematografo al cinema, avviene con la fine dell’età dei pionieri.

 

Chi fu l’autore che segnò maggiormente questo passaggio?

Questo autore, aveva il nome di Griffith. Produsse anche un film che aveva una durata di circa tre ore intitolato “La nascita di una nazione”.

 

Quali aggiunte fa il cinema al suo elaborato?

Le aggiunte che vengono applicate al mondo della cinematografia, sono quelle del primo piano e del montaggio.

 

Qual era il principale dibattito dei primi anni di vita del cinema?

Il dibattito, riguardava la scelta di riprodurre la realtà così com’era o di poterla ricreare in proprio.

 

In che anno si evolve l’età del muto? Cos’è?

L’età del muto, va dal 1915 al 1927. E’ un’età, un periodo, nella quale il cinema conosce un buon momento di sviluppo.

Su cosa si basa la cinematografia Hollywoodiana? Elenca e spiega.

La cinematografia Hollywoodiana si basa su tre punti principali che sono:

·        Studio system: è il metodo di organizzazione del lavoro, con una divisone delle competenze. In questo caso, diventa importante la figura del produttore ovvero di chi finanzia il film;

·         Star system: in Italia si chiamerà divismo e punta sugli attori per il lancio e la promozione del prodotto. Il divo in questo caso è sempre chiamato ad intraprendere la parte, per cui il pubblico lo acclama;

·        Sistema dei generi: è strettamente legato al divismo, infatti nascono e diventano stabili forme narrative con caratteristiche proprie ricorrenti.

 

Cos’è l’avvento del sonoro?

L’avvento del sonoro, è l’introduzione degli effetti sonori nei film.

 

Qual è il primo film sonoro lanciato nel mondo cinematografico?

Il primo film sonoro, è Il cantante di jazz, che viene presentato negli Stati Uniti nel 1927.

 

L’introduzione del sonoro, comportò fattori positivi all’interno della cinematografia?

Si ebbe una vera e propria rivoluzione specialmente nel campo della cinematografia, per le tecniche di produzione, e nel linguaggio del film stesso.

 

In Europa la produzione cinematografica come è stata coltivata?

In Europa, sono pochi i paesi da ricordare per la loro produzione cinematografica. Ad esempio, abbiamo la Francia con i suoi registi come Clair, Renoir, Carnè, oppure la Germania con la figura dell’attrice Dietrich che vedremo trasferirsi a Hollywood con l’avvento del potere di Hitler. Per quanto riguarda il cinema Italiano, quest ultimo, va distinto in due parti; Da una le commedie piccolo-borghesi e dall’altra un cinema di propaganda e apologia del regime.

postato da: davixpostmaster alle ore 16:52 | Permalink | commenti
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